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La Sibilla consigliò a Enea di procurarsi il Ramo d'Oro: James G. Frazer

di Nico Carlucci Soffermiamoci su un classico dell’Antropologia, Il ramo d’oro di James Frazer visto che si dà sempre meno spazio a quella “letteratura” relativa alla scienza della cultura. Sì, cerchiamo di rileggere, di tanto in tanto, in questo blog “indie”, alcune delle opere più prestigiose dell’Antropologia e non importa se sono più o meno “superate”. Il mio vuole essere un tentativo di ridisegnare uno spicchio “minimo” di questa storia mediante uno dei suoi libri che più si ricordano; lo faccio senza ipocrisie di sorta. Incomincio proprio con Il Ramo d’oro di Frazer che fu pubblicato nel 1890 e poi ampliato fino alla sua stesura definitiva del 1915. In esso l’antropologo si occupa delle cosiddette culture primitive in base alla teoria evoluzionistica molto in voga verso la fine dell’Ottocento: “…quale colore avrà la ragnatela che il fato sta ora intrecciando sul telaio del tempo? Sarà bianca o rossa? Non lo sappiamo. Una pallida, tremante luce illumina le parti già ordite. I...

Il mondo alla rovescia: la Festa dei Folli e il Ragazzo Vescovo

di Nico Carlucci   Il freddo arriva e l’inverno pure con la prima neve che cade. Anche i giorni di Natale “arrivano” e si susseguono lentamente. Io non parlerò né dei loro simbolismi, né dei significati concreti che li accompagnano. Annie Lennox ricrea, ora, le loro musiche e li celebra nella androginia di una Bellezza “divina”. Claude Levi-Strauss, invece, tanto tempo fa, scriveva di un “Babbo Natale giustiziato” (Sellerio, 2002) alla vigilia di una mondializzazione che era, prima di tutto, fine dolente delle culture. Vedo la crisi delle istituzioni e della politica in Italia, il precipitare dell’euro e l’Occhio del Grande Fratello che avanza. Girano le vite, è la musica del tempo che scorre. E sullo schermo appaiono le festività successive al giorno del Natale, di origine pagane che nel Medioevo entrano all’interno delle mura delle chiese. Tra esse trovo la Festa dei Folli e le cerimonie del “Ragazzo vescovo” (Chambers E. K. “The Medieval Stage”, Oxford, 1903). La p...

Terra Promessa e globalizzazione. La "complessità" si tinge di Sacro

di Nico Carlucci Cos’è la complessità nell’ Antropologia? Chi sono coloro che se ne occupano? Beh, questi ultimi fanno riferimento, in ultima analisi, alla globalizzazione che esiste, nessuno lo mette in dubbio. Ma per alcuni studiosi, non sempre di “razza antropologica”, è diventata l’invenzione di un nuovo mito di fondazione. E questo, in realtà, è coercitivo. Gli economisti sono stati tra i primi a “guardare” alla globalizzazione. Se ne sono occupati da “economisti”, appunto, soffermandosi poco sul concetto di cultura. Quando è arrivata nei lavori dei filosofi della scienza, dei sociologi la globalizzazione è diventata “complessità” aprendo la via ad una nuova epistemologia che tuttora viene proposta con il suo protocollo. Sì, è quello che, per esempio, fa Edgar Morin nei suoi libri a cui non esita a dare titoli come: “Una testa ben fatta: riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero” (R. Cortina, 2000), “I sette saperi necessari all’educazione del futuro” (R. Cortina editore, 2...

Le periferie e i loro ragazzi spezzati. Arcade Fire: "The Suburbs"

di Nico Carlucci E adesso tornano in modo trionfale il gruppo indie, gli Arcade Fire che con il loro album “The Suburbs” sono primi nelle classifiche che contano: inglesi e americane. L’Italia, spiace dirlo, è estranea quasi del tutto alla sensibilità rock d’oltralpe per via delle polverose orecchie marxiste di molti dei suoi critici. Ciò è vero non solo nell’ambito musicale, ma anche universitario dove le band indie, spesso, nascono grazie alla rete. La rivista on line "Ondarock", per esempio, dà all’ultimo lavoro del gruppo canadese appena la sufficienza relegando “The Suburbs” al genere pop che non fa parlare mai, per alcuni, di capolavori. Viceversa, l’inglese e autorevole “Q: Magazine” riconosce “The Suburbs” già come un classico che rimarrà tale negli anni a venire e che farà entrare gli Arcade Fire nella storia del rock. Ma l’antropologo si occupa proprio del gruppo di Win Butler e Regine Chassagne? Si, perché l’antropologo ascolta la musica, si emoziona al suono...

Capitano, gira verso nord-ovest, il vento è cambiato: lo spazio e il tempo delle spedizioni

di Nico Carlucci Direzione Luna I tempi dei viaggi e delle esplorazioni sono finiti. Quando l’Antropologia è nata l’uomo continuava a scoprire terre remote. L’antropologo definiva il concetto di cultura e dava sempre più forma, così, alla sua disciplina servendosi, per la prima volta, di un metodo scientifico. Egli sentiva che i popoli “primitivi”si sarebbero a breve estinti, come poi è successo. Da qui la “fretta” dello studioso di raccogliere le loro ultime lingue e i loro ultimi miti trasmessi di generazione in generazione e consegnarli a noi. Ma ancora prima dell’Antropologia, gli uomini erano venuti a contatto con le civiltà e le descrivevano. E’ quello che fa, per esempio, Cesare nel suo De Bello Gallico . Matteo Ricci (1552-1610) un missionario, ebbe una profonda conoscenza del popolo e della religione cinese al quale voleva che arrivasse il cristianesimo attraverso l’“adattamento” di quest’ultimo. Nell’Ottocento troviamo, invece, David Livingston, missionario e esplora...

L'ora tremenda del Sacro: sessualità e morte, tabù dell'Occidente

di Nico Carlucci Il sesso è inesorabilmente collegato alla Morte. Ciò è stato vero nel passato, ma lo è anche nel presente e non lo si può dire! Sesso e mondo del Sacro e della morte agiscono e diventano tabù forsennati nelle culture. Con questa scrittura del web che nasce sfoglierò alcune pagine dell’Occidente, guarderò a piccoli passi la sua storia al presente perché come mio campo di studio ho scelto proprio l’Uomo bianco. Morti e pianti rituali Dai giornali leggo che la Chiesa attuale è coinvolta nello scandalo della pedofilia in molti paesi. Essa cerca di correre ai ripari. Non ultimo troviamo quello che vede protagonisti alcuni membri del clero belga che custodivano, nell’Arcivescovado di Mechelen, materiale pedo-pornografico relativo al mostro di Martinelle, Marc Doutroux. Questi è stato stupratore e massacratore di bambini che sono simbolo della purezza nella religione. Diventa urgente, allora, da parte delle istituzioni ecclesiastiche vedere quello che è successo e far rientra...

Il rito di passaggio dell' esame di Maturità: realtà e finzione

di Nico Carlucci Gli studenti italiani dell’ultimo anno della scuola superiore vengono chiamati, in questi giorni, ad una prova “finale”: l’esame di Stato. Esso è, in qualche modo, la celebrazione di un rito collettivo. Pur presentando qualche variante rispetto a quelli che lo hanno preceduto, esso rimane uguale nella “rappresentazione”, ma anche nelle aspettative e nelle attese sia degli allievi che dei docenti. E’ un gioco delle parti nel quale ognuno ha il suo ruolo precostituito. E allora tuffiamoci nei suoi spazi e nei suoi tempi sicuri che trattasi, appunto, di un rito di passaggio (A. van Gennep) che segnerà, per molti ragazzi, l’entrata nel mondo del lavoro o dell’Università. L’occasione della maturità, in ultima analisi, può diventare importante per interrogarsi e farsi interrogare dalle domande del passato che improvvisamente diventano presente. E’ l’occasione che offrono, per esempio, le scienze dell’umano, l’italiano e la storia, la filosofia e le lingue antiche. Ma...