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Per una storia politica medioevale: la Chiesa, gli Imperatori e altro...

di Nico Carlucci

I poteri temporali e spirituali rivendicano da sempre, silenziosamente, la propria sacralità. Ciò viene da lontano, dalla storia che cercherò qui di raccontare. Storia occidentale, si intende. In Oriente, con il Cesaropapismo, i poteri temporali hanno avuto la meglio rispetto a quelli che si occupavano del mondo della spirito. E' questo il motivo per il quale non c'è stato, quasi mai, lo scontro, come da noi, tra sovrani e patriarchi.
In Italia e in Europa, invece, ci si chiedeva: “E' più potente il Papa o chi governa le genti?” Spesso, a queste domande si è data una risposta proprio nella nostra Penisola dove si è piantato uno stato “straniero”, il Vaticano, che ha goduto di notevoli privilegi.
E' proprio di questi anni la crisi globale delle borse e dei titoli. I cittadini italiani vengono chiamati a nuovi sacrifici: tasse e tagli della spesa pubblica.
Su Facebook impazza, intanto, l'invito degli Italiani al Vaticano a pagare la finanziaria. La Chiesa, infatti, mette il suo naso dapertutto, negli affari degli Italiani, senza dare neanche un centesimo a quel popolo che pure viene chiamato  a donarle l 'otto per mille quando è il tempo della dichiarazion dei redditi
Già con il De Civitate Dei (412 d.C.) di Agostino d'Ippona viene a delinearsi la sacralità del mondo degli ecclesiastici. Quest'opera influenza i maggiori teorici della politica nell'arco dell'intero Medioevo. Da essa nasce l'dea che i governi temporali siano sorti per tenere a bada gli istinti antisociali dovuti al peccato originale. Solo la “città celeste”, in ultima analisi, è dotata, per Agostino, di vera giustizia
E così i papi accresceranno il loro potere a incominciare da Leone I, il primo papa.
Calo Magno fu, invece, un leader riconosciuto nella cristianità occidentale per investitua divina, ma che necessitava, comunque, dell' approvazione del pontefice. Nella notte di Natale dell' 800 fu, infatti, incoronato dal papa Leone III come imperatore del Sacro Romano Impero. E' vero, tuttavia, che la Francia merita una trattazione a parte in questo” tempo del sacro” che sto raccontando, ma non è questa la sede. Nei secoli la patria di Giovanna d'Arco ha sempre cercato di non allinearsi alla Chiesa di Roma, pur rimanendo profondamente cattolica. In proposito, potremmo ricordare le vidende della Chiesa gallicana. Ma in modo particolare, ci si potrebbe soffermare sul potere di “guarigione dei suoi sovrani” di cui ha scritto Marc Bloch nel suo saggio: I Re Taumaturghi. Questi guarivano dalle scrofole grazie all'intercessione di Dio, quindi erano potenti e “indipendenti”.
Più tardi, se ci spostiamo nel mondo tedesco, vediamo come Ottone I di Sassonia (X sec.) ricorre ad un un numero crescente di vescovi e di abati scelti dalle piu potenti famiglie nobiliari per la loro “investitura”.
Ma la lotta tra i potenti dei beni spirituali e i potenti dei beni mondani prosegue.
Gregorio VII (Idelbrando di Soana) scrive il “Dictatus Papae” (1075) dando con esso una pienezza al potere pontificio. Egli si scontrò con l'imperatore Enrico IV che scomunicato conobbe l'umiliazione quando si recò a Canossa, presso la contessa Matilde dove si trovava il papa come ospite, per chiedere a quest'ultimo perdono. Senza l'approvazione della chiesa, Enrico IV non poteva vantare alcun diritto al trono.
Un storia diversa la incontriamo nell'Europa nel nord, una storia che porta, più tardi, alla Riforma. Forse, fa eccezione, riguardo all'Italia, l'opera di Marsilio da Padova con il suo Defensor pacis (1324)che cerca di smascherare l'infondatezza delle pretese assolutistiche del papa.
Ma torniamo al nord Europa o meglio all' Inghilterra.
Guglielmo d' Ockham (1285 ca.-1349 ca.) frate francescano inglese, prende la difesa dell'ideale della povertà assoluta. Con lui si teorizza l' autonomia fra potere temporale e potere ecclesiastico, i cui titolari, però, sono leggittimati, in casi eccezionali, a intromettersi reciprocamente nella sfera di competenza altrui. Comunque, è il ruolo determinante del popolo quello che conta nel conferimento del potere a chi governa. Ogni potere proviene da Dio attraverso gli uomini che ha un ruolo, quindi, straordinario.
Un altro grande teorico politico, teologo e filosofo inglese del Trecento, fu Giovanni Wyclif. Per lui chi si trova in uno stato di grazia riceve da Dio una signoria su tutti i beni della terra. Parla anche di un "dominio evangelico" che è l'unico che si può esercitare in comune. E continua con la necessità di colpire i membri del clero che pretendono di esercitare un dominio "civile": re e signori secolari sono lo strumento di cui Dio si serve per ricondurre gli ecclesiastici alla purezza delle origini apostoliche.
La chiusa di questo intervento verrà scritta dai lettori.

CARLO MAGNO

 
 

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