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Aforismi: l'Uomo e la sua incompiutezza

di Nico Carlucci L’Uomo è superamento, è un al di là dell’uomo. Trattasi di una  trascendenza che, comunque, è nell’immanenza (Dio non c’entra per nulla) . Universale, sì, ma della soggettività. Perché raccolgo tutto questo? Aforismi? Essi hanno “cullato” il nostro essere e l ‘Avvenire che oggi nell’era della globalizzazione scompaiono? Ri-appaiano...! “Il nostro nascere è una passione nel senso che noi ci perdiamo nel nulla perché un mondo esista!" J.P Sartre ( L’essere e il null a) No, Heidegger pone la centralità della morte mentre il per sé di Sartre è vita, attesa di vita, coscienza che annulla il dato e così lo fa essere. I due filosofi hanno in comune l ‘esserci, ma per Sartre il nulla è il verme nella mela dell’ essere. Il nulla come velo dell ‘essere , che svela e occulta l ‘essere (Heidegger) Per Jaspers l ‘essere non è l ‘esserci , il singolo. L’ essere mi avvolge, si manifesta con gli enti ma, allo stesso tempo,  indietreggia e si nascon...

Jean-Paule Sartre, l' Esistenzialismo...tanto tempo fa

di Nico Carlucci Juliette Greco è la cantante che per decenni ha dato voce e musica all'Esitenzialismo francese diventandone la musa. Sartre, il filosofo dell'essere e del nulla le ha perfino scritto delle canzoni. Juliette, dopo tanti anni, è ancora sul palco, vestita come allora in nero, con la voce del profondo, con un'esistenza che ha cercato l'essere nelle cantine ( caves ) "piene di fumo". Ma Juliette, dicevo, è una cantante; intorno a lei c'erano Jean Paul, Simone de Beauvoir e altri e cioè quelli che hanno scritto dell'Esistenzialismo che, di volta in volta, è diventato poesia, letteratura, arte, filosofia. Del pensiero e dell'esistenza hanno parlato anche Kierkegaard e Jaspers. Oh, ma è stato tempo fa. In realtà, era solo lo scorso secolo che ci si interrogava sull'estistenza, ma per via dell'accellerazione e dei ritmi che viviamo sembra "tanto tempo fa". Ma ora che succede? Molte cose che scriveva Sartre sono anc...

Aspettando l'Antropologia: Montaigne e le Indie Occidentali

di Nico Carlucci "Signore, ecco cinque schiavi; se tu sei un Dio fiero, che ti nutri di carne e di sangue, mangiali, e noi ti ameremo di più; se tu sei un Dio bonario, ecco incenso e piume; se tu sei un uomo, prendi questi uccelli e questi frutti" (Michel Montaigne, "Della moderazione", cap.XXX, da Saggi, Milano, A. Mondadori, 2008 ). Il popolo indios dopo essere stato sconfitto da Cortez gli chiese, appunto, amicizia; i suoi inviati gli presentarono tre tipi di doni e dissero proprio quello da me riportato su questo foglio. Gli uomini comunicano tra loro e con gli dèi mediante il sacrificio, tramite un olocausto che potrebbe diventare, in alcuni casi, anche un olocausto "d'amore". E' una costante delle culture che sono state studiate dagli uomini, il destino della vittima che muore per il gruppo, raccontato dal  mito e dalla storia. L'Occidente al contatto con i cannibali di Montaigne li chiama barbari, ma sarà portato, comunque,...

Canto notturno sulla canoa: la poesia piaroa

 a cura di  Nico Carlucci "Le foglie camminano col vento. E tu sei immobile sotto la pietra nera. Io credevo che tutte le cose vivessero solo per te" "La piccola amaca / e' vuota /... / in silenzio / lei guarda la luna alta sul cerro /... l' acqua del fiume corre verso le rapide - / corre? -... le foglie camminano col vento: / tutta la selva si muove. / Anche la tua canoa / dondola sul fiume. / Soltanto tu sei immobile / sotto la grande Pietra Nera. / E io credevo che tutte le cose / vivessero soltanto per te...". ( Indio Piaroa ) "Se mi parli sono il cane che ascolta. Se m'ami sono il fiore che si scalda tra i tuoi capelli. Se mi respingi sono come una canoa vuota,che va sul fiume e il sasso la spezza". ( Indio Piaroa ) "Senti? Sono quelli della selva: camminano sul fiume con piedi di pietra; il sole li nasconde, la luna li scopre. Hanno corpo di bambino ma ombre alte come palme. La loro voce arriva a chi è solo:...

Gli uomini raccontano le donne, le donne raccontano gli uomini: Win Wenders e Lars von Trier

di Nico Carlucci L'Antropologia si è spesso occupata della condizione femminile. Credo che l'immagine delle donne sia cambiata anche grazie agli studi "passionali" di questa scienza sociale e al contributo scientifico di molte studiose che ponevano la cultura come conditio sine qua non della ricerca. Ma a questo punto, con sguardo interrogativo, mi chiedo: "Abbiamo fatto tutto? Cosa possono ancora dire e che cosa viene impedito alla "femmina dell'uomo" nell'azione concreta dell'essere? Sono domande importanti perché è da qui che si vede veramente il cambiamento di un modello. Vorrei soffermarmi su due film usciti negli ultimi tempi nelle sale italiane: "Pina" di Win Wenders, "Melancholia" di Lars von Trier. Entrambi belli, tutti e due diretti da registi maschi, ma che vedono come protagoniste le donne. Nel primo vengono proposte in versione 3D alcuni celebri perfarmance della direttrice artistica del Tan...

Il profumo della lingua Italiana e Dante

  di Nico Carlucci La lingua ha seguito il cammino dell'uomo. Essa è frutto di una selezione sicuramente biologica, ma anche e soprattutto culturale. Con la posizione bipede, la nostra specie ha "liberato" il suo cervello, ha dato maggiore spazio all'intelligenza grazie ad un maggior afflusso del sangue. E' proprio A. Leroi-Gourhan che  evidenzia questa liberazione sincrona del cervello, della lingua e della mano che diventa possibile quando l'Homo Sapiens assume la posizione eretta. Così incomincia l'avventura umana con un mondo attraversato da correnti di uralo-altaici, stirpi indoeuropee, africani. L'uomo è in movimento, si sposta, registra, grazie alla lingua, i segni, i fonemi, i simboli. Ed è della lingua degli uomini che dirò in questo piccolo intervento. Nel suo ultimo lavoro il genetista Cavalli-Sforza scrive: "La lingua ha segnato confini di potere e di conquista con alcuni idiomi che si sono imposti con successo e altri men...