giovedì 7 marzo 2013

Vola, Benedetto, vola: le dimissioni di un Papa

di Nico Carlucci


Benedetto XVI va via, torna ad essere pellegrino sulla terra, a vivere nascosto al mondo dopo aver preso il volo grazie all'elicottero bianco che lo libra nei cieli di Roma. Sì, nell'azzurro dei cieli dell'Urbs, della città piena di trascendenza. Tutta la cerimonia degli addii del Papa è stata, così, carica di significati, concreti e simbolici,  e lui, Benedetto, è stato, appunto, l'uomo mistico, il teologo di professione e di fede. Un papa tedesco che nella sua "personalità di base" (A. Kardiner) aveva già la possibilità di una "dimissione". Quanto diverso era Woytila la cui "polonità" non poteva che portarlo al dolore fisico estremo trasmesso dai media in "presa diretta" anche quando, oramai, la vita volgeva al tramonto.
Ratzinger esce di scena all'indomani delle elezioni politiche in Italia i cui risultati, forse, annunciano una trasformazione totale dell'Europa, se non dell'Occidente.
Molti commentatori non capiscono quello che sta succedendo, hanno paura di un'Italia che "suggerisce" il nuovo o che è già il "Nuovo". Gli Italiani con queste elezioni politiche hanno mandato via i fautori dell'euro: Monti è stato un flop, Fini non è stato rieletto. Grillo propone un referendum per uscire fuori dalla moneta unica. E dentro questo tsunami va via il Papa tedesco e forse l'euro con lui. Si sà la moneta europea, in realtà, è il marco. La Germania l' ha voluta per dimenticare, secondo gli studi dell'Antropologia, il passato nazista.
A noi oggi ci è stato dato un Papa tedesco, una moneta tedesca, una Merkel che comanda sul Vecchio Continente. Quanto scrivo sembra apparentemente assurdo e sicuramente Ratzinger ha rinunciato a fare il Papa anche per motivi fisici, ma le culture vivono di significati che l'antropologo cerca di decodificare mettendo in evidenza l'inconsapevole, ciò che agisce senza che ce ne accorgiamo. E come non poteva non alzarsi in bianco, con l'elicottero bianco, il Papa che una volta diveranto Papa Emerito continuerà a vestire il colore della trascendenza, il colore della sposa di Dio, appunto, con l'esclusione della mantellina. Le scarpe, certo, non saranno più rosse, ma marroncine. Il bruno (le scarpette "marroncine") è, comunque, colore del Sublime, come il nero e quindi colore del Sacro, nient'altro che sacro. E. Burke nella sua Inchiesta sul Bello e sul Sublime  parla di questi colori della Potenza che io collego al Trascendente e che le culture caricano di stupore, ammirazione e sotto-missione.
Perché Ratzinger ha portato, invece, proprio le scarpe rosse quando era Vescovo di Roma? Viene in mente Dorothy del "Mago di Oz" le cui scarpette "rosse" la portano, dopo aver smarrito la via, a casa. E poi abbiamo l'anello del Pescatore indossato dal pontefice che ora va distrutto, come sempre, come tutti gli altri "anelli" precedenti, ad ogni "morte di papa". Su esso è raffigurato San Pietro mentre getta le reti dalla sua barca. Questo anello ha sostituito il rito dell'incoronazione. Il decano del collegio cardinalizio infila l'anello del Pescatore al dito della mano destra del nuovo papa e quando questi muore esso anello è distrutto dal cardinale carmelengo alla presenza degli altri cardinali, utilizzando un martello d'argento. Sull'anello viene incisa una croce con uno scalpello e successivamente con il martello esso anello viene rotto per essere conservato nei musei vaticani come reperto. I simbolismi imperversano, come vediamo, nella Santa Madre Chiesa che chiude, così, anche questa volta "le porte", simbolismi significativi, sì, di un rito, ma questa volta di un papa ancora in vita.

Benedetto XVI e il "bel" Georg Ganswein
Padre Georg, sulla cover del numero 3/2013 di Vanity Fair, ha 56 anni. Segretario particolare di Benedetto XVI, il 6 gennaio è stato ordinato arcivescovo e nominato prefetto della Casa Pontificia © Foto Contrasto