domenica 22 maggio 2016

L'Italia e la vera mancanza di una politica migratoria

 di  Nico Carlucci


     Viviamo in  un Paese che non ha, purtroppo, un governo serio. Pensiamo, per esempio, a come l'Italia, i politici italiani affrontano il problema degli pseudo profughi che continuano ad arrivare sulla nostra Penisola. Il Governo Renzi dovrebbero impegnarsi a bloccare militarmente  la partenza dei barconi anche con opportune misure di polizia marittima. Invece, subiamo passivamente l'invasione e cioè quello che non è mai avvenuto nella storia di lunga durata dell'Occidente: uno Stato sovrano che aiuta a farsi occupare dallo straniero. Con una distorsione dei significati, i politici, i giornalisti e molte donne fanno degli spot alle loro imprese nefaste e alla loro incapacità usando, purtroppo, la nostra Marina militare e parlando di soccorrere umanitariamente i clandestini. Questi ultimi continuano ad arrivare a frotte e minacciano, così, una vera e propria colonizzazione che sconvolgerà di sicuro i nostri equilibri demografici e sociali. I giornalisti complici confondono in malafede gli italiani scambiando chi fugge dalla guerra con i clandestini che invadono l'Italia partendo dall'Africa nera. Inoltre, il
nostro governo non fa ciò che Paesi meglio organizzati e responsabili, come la Germania e la Svizzera fanno da tempo: non conteggia chi arriva sulla base delle capacità di inserimento nella nostra economia. Del resto, come potrebbe visto ciò che vogliono un Papa populista e demagogo e una irresponsabile presidente della Camera?
Il problema dell'immigrazione clandestina è lo specchio di una Italia allo sbando. In realtà, non c'è uno straccio di politica dell'immigrazione; subiamo passivamente l'arrivo di centinaia di immigrati, non sapendo che farne. E' evidente la mancanza di una intelligenza che si nutre di studio, di riflessioni e, in ultima analisi ,di azioni. Ma quanti di coloro che ci governano conoscono l'Antropologia?  Chi ha mai sentito parlare di acculturazione, di "personalità di base", di "evoluzionismo", di sistemi logici?  Così, le nostre strade brulicano di immigrati che chiedono l'elemosina, di lavavetri delle auto fermi al semaforo: uno spettacolo mortificante per loro, abbandonati a se stessi e per lo Stato paralizzato dall'incompetenza e dall'assenza di capacità di decisione. Il governo ha una doppia morale: prassi cattolica e prassi di sinistra "radical".

Italia tradita


giovedì 5 maggio 2016

Grecia e fine di una storia Occidentale

di Nico Carlucci    

     Panagiotis Grigoriou, è uno storico e un "moderato". Alberto Bagnai lo ha scoperto e lo ha fatto conoscere. E’ un intellettuale che secondo alcuni suscita rispetto per la qualità del suo pensiero.
Egli ha scritto una lettera drammatica ad Alberto Bagnai, economista controcorrente e fondatore di ‘Asimmetrie‘.
Non è il “classico” articolo sulla crisi greca.
Ora Panagiotis Grigoriou scrive una lettera semplice e al contempo sconvolgente. Rivolgendosi ad Alberto Bagnai, lo storico greco, che, come la maggior parte dei greci fino a pochi anni fa mai si sarebbe immaginato di trovarsi sull’orlo dell’indigenza:
"Stremati da questo paese, in realtà in punto di morte eppure sempre così bello da visitare, lanciamo infine la nostra campagna… credo come ultima possibilità!
La trappola finale scatta dopo l’euro, l’ulteriore arma di distruzione di massa utilizzata dell’Europeismo (e non solo) sono i migranti. La mia compagna (da ottobre scorso priva di risorse perché disoccupata) ed io stesso, tentiamo quest’ultima… sortita per la sopravvivenza, attraverso la nostra attività Greece Terra Incognita, nel campo del turismo.
Se falliremo (visto che le donazioni che riceve Greek Crisis non sono sufficienti), non ci resterà che attendere la morte fisica, dopo quella economica, o lasciare la Grecia…
E ancora:
Gli altri Greci intorno a noi sono più o meno nella stessa situazione, e un 20% della popolazione se la cava, anche grazie… all’economia alternativa. Mi ricordo quando abbiamo parlato nel 2013 e 2014, avevo evocato diverse volte la prostituzione delle studentesse, come per esempio in Russia negli anni 1990: oggi in Grecia ci siamo in pieno; e ancora, in tanti vendono per strada tabacco “fatto in casa” nelle zone di campagna, i nostri legami sociali e familiari si disfano e, evidentemente, il racconto della grande solidarietà nei confronti dei migranti non è altro che propaganda, riguarda una parte minima dei Greci (da cui la sociologia del clientelismo SYRIZA), e – purtroppo per i migranti – non può essere diversamente.
Sono convinto che l’integrazione… mondialista abbia deciso di sostituire anche una parte della popolazione della Grecia e già si parla della creazione di zone economiche speciali.
La situazione è tale che
i Greci in questo momento sognano una “buona dittatura militare e patriottica” lo sento dire tutti i giorni per le strade, anche se non sui media. Perché secondo me Tsipras aveva “venduto” tutto prima di arrivare al potere e questo enorme tradimento della nazione (e non soltanto del popolo di sinistra, come si è detto) ha distrutto nei Greci l’ultima speranza di uno svolgimento politico legale, e insieme ha polverizzato per sempre la loro ultima possibilità (anche teorica) di gestire il tempo ancora possibile perché sperato, quello del futuro. Da questo punto di vista, la mutazione (e mutilazione) antropologica della società greca è dunque immensa, con SYRIZA il coltello nella ferita ha superato la barriera anatomica della società greca." 
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Drammatico Sos dalla Grecia: "Avanti così moriremo tutti", 4.9 out of 5 based on 15