mercoledì 2 dicembre 2009

Oltre lo specchio: Parnassus tra magia e illusioni

di Nico Carlucci


In questi giorni esce nelle sale italiane il film "Parnassus: l'uomo che voleva ingannare il diavolo" di Terry Gilliam. E' uno spettacolo del Paese delle Meraviglie, di fabbriche dei desideri e balocchi visivi. Parla di un uomo, Parnassus che si gioca l'immortalità con gli inferi e che vince rinunciandoci subito dopo per amore. Ora vaga alla ricerca di uomini e donne da sedurre, con il suo carrozzone fatato e ricco di incantesimi. Strepitosa è l'interpretazione di Tom Waits che fa proprio di diavolo. Nel film c'è un cast straordinario di nani, ballerine e angeli innamorati, di magia e malinconia. E che dire di Heath Ledger che entra in scena impiccato sotto un ponte di Londra? Qui la vita e la morte dell'attore coincidono. Ricordiamo la sua scomparsa lo scorso gennaio del 2008, a soli 28 anni, per overdose di farmaci. "Parnassus" è l'ultimo film di Ledger che non ha terminato l'opera (o l'ha terminata?) per via della sua scomparsa. Gli amici-attori Johnny Depp, Jude Law, Colin Farrel prendono nel film il suo posto e neanche te ne accorgi perché fanno parte del gioco degli specchi che i personaggi e le comparse attraversano durante lo "spettacolo". Fantasmagoria dei colori, surrealismo del segreto di abissi concreti, rappresentazione-finzione del personaggio di Tony che tornerà e finirà impiccato di nuovo, davvero (la morte di Ledger che lo "interpreta").
Chi è l'attore? Beh, per definizione egli "recita" e quindi accetta dall'inizio della rappresentazione la finzione. Ha una "parte" che memorizza e ri-crea tramite la sua "interpretazione". Il ruolo dell'attore nasce e muore con Lui che la consegna ai "posteri". Questi ultimi a loro volta lo re-interpretano all'in-finito mediante il dramma che supera lo spettacolo. Lo spettatore è dentro e fuori con l'attore che "applaude e che dice "fine",se lo dice. E' quanto è successo a Heath Ledger?
L'attore è delicato perché vive la finzione di ciò che "rappresenta", sulla scena, sul set, al cinema.Ciò spiega anche la sensibilità che accompagna la personalità che "finge" un personaggio e che passa, di conseguenza, da un ruolo ad un altro. E' questa, credo, la fragilità di chi "ri-flette" l'anima. Ledger penso che sia stato proprio questo. L'attore aveva recitato la "figura" del joker anche in un altro film "premonitore": "Il cavaliere oscuro" dove Heath vive l'insonnia, la "bravura" e l'inquietudine di colui che va via troppo presto (oscar post-mortem) per "completare" la Vita

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