lunedì 2 agosto 2010

L'ora tremenda del Sacro: sessualità e morte, tabù dell'Occidente

di Nico Carlucci

Il sesso è inesorabilmente collegato alla Morte. Ciò è stato vero nel passato, ma lo è anche nel presente e non lo si può dire! Sesso e mondo del Sacro e della morte agiscono e diventano tabù forsennati nelle culture.
Con questa scrittura del web che nasce sfoglierò alcune pagine dell’Occidente, guarderò a piccoli passi la sua storia al presente perché come mio campo di studio ho scelto proprio l’Uomo bianco.

Morti e pianti rituali

Dai giornali leggo che la Chiesa attuale è coinvolta nello scandalo della pedofilia in molti paesi. Essa cerca di correre ai ripari. Non ultimo troviamo quello che vede protagonisti alcuni membri del clero belga che custodivano, nell’Arcivescovado di Mechelen, materiale pedo-pornografico relativo al mostro di Martinelle, Marc Doutroux. Questi è stato stupratore e massacratore di bambini che sono simbolo della purezza nella religione.
Diventa urgente, allora, da parte delle istituzioni ecclesiastiche vedere quello che è successo e far rientrare il caso facendo, dicono, chiarezza.
In Italia grida giustizia l’assassinio della giovane lucana, Elisa Claps, il cui corpo ha riposato per 17 anni nel sottotetto di una chiesa di Potenza e nessuno sapeva. Anche in questo caso la verità non viene fuori, i membri del clero sono in subbuglio. Lì dove giace il corpo della ragazza, morta uccisa dopo la violenza, ci sono i resti di consumi sessuali, le ombre d'altri rapporti fisici come testimoniano le tracce di sperma ritrovate sul posto, vicini al corpo di Elisa in decomposizione avanzata.
Sesso, femmina-massacrata, morte. Adolescenti violati! Sesso- mondo del sacro- religione-varco nell’al di là che apre abissi misteriosi.
Dei giochi erotici dopo la morte aveva studiato proprio nell’area lucana Ernesto De Martino in un classico dell’antropologia: Morte e pianto rituale: Dal lamento funebre al pianto di Maria che merita di essere riletto per tentare di capire meglio.

I papi e il sesso

Sfogliamo, ora, anche il saggio di Eric Frattini uscito da poco: I papi e il sesso: Da san Pietro a Benedetto XVI, duemila anni di buone prediche e cattivi raccolti: storie di pontefici gay, pedofili, sposati, incestuosi, perversi (Milano, A. Salani editore, 2010).
In esso l’autore sottolinea il comportamento “indecoroso” di Santa Madre Chiesa, i suoi malefatti proprio nell’ambito della sessualità. I papi si pronunciano sul sesso che viene praticato da molti di loro per negarlo subito dopo.
Ma la Chiesa, si sa, non ama insinuazioni sulla condotta sessuale dei suoi rappresentanti.
Eric Frattini con il suo libro parla dei sommi pontefici e dei loro vizi: almeno diciassette papi furono pedofili, dieci incestuosi, nove stupratori. E continua con i papi omosessuali, concubinari, travestiti, sadici, masochisti alcuni dei quali perfino canonizzati. Scrive Frattini: “ Nessuna religione al mondo ha mai dibattuto tanto l’intimità sessuale come il cattolicesimo”, imponendo, comunque, il suo codice di condanna e tolleranza zero verso le coppie di fatto, l’aborto, l’omosessualità.
Molti papi del passato, quindi, erano uomini che praticavano sesso nonostante la condanna ufficiale. Il giornalista ci dà un resoconto interessante. Ma nel suo pur documentatissimo saggio non esplora la femminilità, il suo legame con la sessualità-morte-potere-sacro. Il suo è un lavoro che manca del livello interpretativo perciò alla fine il lettore si ritrova al suo punto di partenza. Ma su ciò ritornerò.


“Vieni, ti mostrerò la condanna della gran prostituta, che siede presso le grandi acque.”

Il sesso diventa esperienza di morte, ma per i più non è così perché agiti dall’ovvio culturale. L’apice della sua espressione, l’orgasmo, in Francia è “la petite mort”, appunto, perché è con esso che si perdono i confini del proprio corpo e ci si avventura in un “infinitamente grande”: "Babilonia, la grande, vestita di porpora e di scarlatto, adorna d’oro di pietre preziose e di perle…"(Apocalisse 17, 1-5).
Nell’Antico Egitto le lamentatrici della morte erano a seno scoperto. Sì, a seno nudo, piene di una femminilità esplicatrice di significati primordiali.
Andando avanti nel tempo troviamo le danze macabre della Morte, il Medioevo, con la Nera Signora che funge da protagonista della notte siderale. Balla, porta racconti di vita sessuale.
Nei funerali dei Malgasci del Madacascar colpisce la baldoria "oscena" cui gli ospiti sono invitati durante il rituale. Per gli indigeni queste manifestazioni sono necessarie perché il defunto è in uno stato di isolamento e "solitudine". Durante le ore buie le ragazze danzano, cantano; i maschi si uniscono a loro. Notti di orgia, relazioni intime tra i sessi che non ci sono di giorno.
Oggi la “Love Parade” di Duisburg in Germania mette sul volantino scritto a chiare lettere “Danza o muori”. E nel suo ballo tribale perdono la vita, ahimè, 21 giovani del mondo, nella pulsazione ritmica della musica techno.
Ma il sesso è stato veicolo del contagio delle paure d'intere generazioni e lo troviamo, così, codificato nei film di D. Croeneberg, regista “esistenziale”. E ancora: il cimitero di Jim Morrison, la trasgressione al Pere-Lachaise di Parigi dove "riposano" Oscar Wilde, Edith Piaf, Maria Callas e altri tra quotidianità e erotismo come viene evidenziato dall'antropologo Michelangelo Giampaoli.
Allora se i significati sono questi, vediamo la rimozione della sessualità e dell’oscenità che porta con sé perché parla di Morte, paura degli umani. Un detto popolare isolato dallo storico delle religioni Alfonso Di Nola riassume quanto scrivo: “Non vi è morto senza riso”.
Quindi le danze, il rito orgiastico, un rapporto mai concluso con l’oltretomba. Ciò è ancora vero nonostante si parli di liberazione sessuale.
La femminilità è vittima della sottomissione e del possesso, del sacrificio e della perdita dell’io mentre l’adolescente vive il “gioco” dell’età matura per mezzo di un corpo in metamorfosi.
Concludo. È possibile reinventare il tutto con regole diverse? Io non lo so!

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