venerdì 4 luglio 2014

La finzione sacrale dell'operazione "Mare Nostrum" e gli infiniti sbarchi

di Nico Carlucci


L'Operazione "Mare Nostrum" è un tradimento della Storia. Perché usare un'espressione che per i Romani aveva tutt'altro significato? Ma i politici, coloro che ci rappresentano conoscono veramente le Scienze storiche, l'Antropologia culturale, le Neuroscienze? Credo di no, altrimenti non permetterebbero quella che è diventata una vera e propria invasione della nostra Penisola da parte di gente che non fugge sempre dalla guerra come gli Egiziani, i Marocchini, i Tunisini, ecc.
Per i Romani chiamare il Mediterraneo "Mare Nostrum" aveva un significato attivo e di "dominio" non di accoglienza come allude oggi, viceversa, la Santa Madre Chiesa che nasceva proprio dopo il crollo dell'Impero romano.
Il tradimento viene compiuto in modo continuo non solo dai potenti che non vivono il quotidiano degli uomini comuni, ma anche dai media che costruiscono i loro servizi relativi agli sbarchi cavalcando l'onda emotiva degli Italiani.
Sono servizi "femminili", di giornaliste di sesso femminile, ma anche di qualche giornalista "maschio" in linea con il gossip globale. E allora tutti puntano dando la notizia sui poveri bambini da salvare, sui minori, sulle donne senza dire che, in realtà, i clandestini che arrivano sono in maggioranza maschi circoncisi perché di religione islamica. Spesso il governo rassicura il Paese dicendo che gli illegali non vogliono restare in Italia per scaricarli in modo vile sugli altri stati dell'Unione europea. Quest'ultima si guarda bene dai vari Matteo Renzi di turno come è successo ieri quando i nostri politici si sono insediati  per il semestre italiano di presidenza europea a Strasburgo. La Germania ha ricordato a Matteo che continua a "non avere l'età", che i debiti non creano futuro, anzi lo distruggono. E' quanto ha detto Manfred Weber capogruppo del Ppe aggiungendo che l'Italia ha il 130% del debito pubblico! Dove prenderà, allora, i soldi? Altro che flessibilità invocata da Renzi. La Germania riporta il Governo italiano a come stanno le cose. Intanto, la disoccupazione degli Italiani galoppa.

Giochi senza frontiere

Ma chi è che occupa il suolo dell'Italia? Gli uomini e le donne (poche) dei barconi che arrivano in Sicilia, in Calabria e che non appartengono alla stessa etnia, né alla stessa cultura. Essi sono della Nigeria, del Mali, del Ghana, del Pakistan, del Senegal, della Siria, dell'Eritrea ecc. L'elenco potrebbe continuare ma mi fermo qui. Li chiamano "migranti", ma migranti di cosa? C'è una distorsione dei significati e del diritto, un'invenzione continua che di normale non ha proprio nulla. I documenti di riconoscimento? Ma scherziamo? Molti illegali entrano perché vogliono entrare, perché non importa se lo spazio che occupano è di qualcun altro che invece ne conosce la morfologia, l'economia, il lavoro, la religione in quanto è la sua terra natia. Le sacre sponde cantate dai poeti, i fiumi che bagnano l'Italia, il Piave che mormora, l'Isonzo, il Tevere, l'Arno dove Manzoni va a sciacquare il suo romanzo non contano più in quanto il Potere non percepisce la loro carica simbolico-concreta.
Le nostre frontiere sono "violate", in altri termini, stuprate dai barconi, da stranieri che non conosciamo, che non si fanno identificare, che appena arrivano in Italia, spesso, fuggono perché il territorio dell'Europa è finalmente diventato il loro.
Si dice che cercano la Libertà. Ma quale libertà? Quest'ultima si evolve come l'atmosfera, ad un certo punto è comparsa nella storia evolutiva dell'Homo Sapiens, potrebbe scomparire (D. Dennett, L'evoluzione della liberta, 2004) E' una Libertà che si compie in Occidente, oggetto del dibattito filosofico, politico, sociale che è il nostro e non di popoli la cui evoluzione è stata diversa senza con questo voler esprimere alcun giudizio di valore. Il popolo dell'Eritrea, per esempio, ha la sua storia, la sua configurazione, il suo modello culturale che è nell'ambito di un sistema "chiuso". In Eritrea non c'è alcuna guerra in atto eppure gli Eritrei arrivano da noi.
Le coordinate del sistema logico dell'uomo sono determinate, il che non significa che la "libertà" non ci sia. Ma il sistema logico è all'interno di una cultura che ha sempre una direzione di senso e una possibilità di azione nell'ambito di un modello "chiuso", come dicevo prima.
Ecco è a ciò che non bisogna rinunciare, ma soprattutto non bisogna far finta che le diversità non esistano nella  "Terra Patria", perché le vere ricchezze sono proprio le diversità, le molte lingue, i tanti costumi, le diverse musiche del mondo.
Il Potere che ci sovrasta in malafede hanno parlato di Primavere arabe proiettando il tempo delle stagioni occidentali sull'Africa che ha differenti cicli della Natura.
L'Unione europea vuole omologare i popoli, tuttavia, non ci riesce visto che i popoli con le loro culture sono un organismo e rigettano sempre un organo estraneo.

La retorica del Salvare

"Mare Nostrum" crede di salvare vite umane andando a raccogliere chi si è imbarcato sulla tinozza messa a disposizione a pagamento dagli scafisti.
Messi sulla tinozza in cerca di ciò che veramente non sappiamo (della conquista?). Noi abbiamo proiettato sull'Immigrazione i nostri valori, i nostri concetti. Gli Italiani in passato andavano via. Essi, però, partivano con visti, passaporti, carte di identità regolari e non fuggendo o scappando come fanno i clandestini per far perdere, così, le loro tracce una volta arrivati a destinazione. Le terre dove approdavano gli Italiani erano ricche e grandi, la densità demografica bassa, il cristianesimo diffuso. Bisognava vaccinarsi e sapere che dall'altra parte c'era un datore di lavoro ad aspettarti.
Questa era la vera emigrazione che è diversa dall'invasione da parte di quelli che il Governo italiano ha deciso di chiamare "profughi"!
Mai la Storia aveva visto una Nazione andare a prendere gli invasori della sua Terra, mai questo esodo di etnie diverse, come ho detto, esodo "aiutato"!
I nostri politici e giornalisti usano riguardo "Mare Nostrum" il verbo salvare che solo una cultura cattolica poteva inventare.
Ma "Mare Nostrum", in ultima analisi, non salva nessuno. Diamo alla suddetta operazione dei significati truffaldini e diventiamo anche ciechi davanti ad un'Italia che non ha lavoro, non ha alcun impiego da offrire. I politici vogliono far soffrire gli Italiani creando in loro il senso di colpa e allora bisogna far passare l'idea che i potenti, con la nostra Marina salvino le genti.
Il Salvatore? Chi? Ma noi che accogliamo (altra parola sacrale) a Lampedusa, a Pozzallo coloro che vengono dal mare "suggestivo", nelle terre degli uomini che come nome hanno proprio quello di Salvatore, Salvo (nick).
Il Salvatore è una figura che appartiene alla categoria del Sacro studiata dai fenomenologi delle religioni. Qui ricordo lo studio di Rudolf Otto Il Sacro: l'irrazionale nell'idea del divino e la sua relazione al razionale che esce nel nel 1917. Accenno ad alcuni punti di quest'opera importantissima appartenenti al campo del Sacro: sentimento di inferiorità, fascinazione e terrore, mistero del totalmente altro, rapimento mistico. Sono proprio i parametri di "Mare Nostrum"! Gli Italiani vengono, in modo subdolo, fatti sentire colpevoli dai ministri che li governano e da papa Bergoglio che  dice "vergogna" al Belpaese quando muoiono gli invasori (è questo il loro vero nome) che non potevano essere salvati da noi perché le loro imbarcazioni si sono inabissate inesorabilmente e per sempre. Al riguardo, le circolari nelle scuola fanno fare i loro minuti di silenzio alle scolaresche, le televisioni fanno vedere i morti in mare che non sono i "nostri"! Poi arrivano anche  le condoglianze all'Italia da parte dell'Europa per i caduti "sconosciuti" durante i naufragi. La cosa diventa grottesca, ma si sa davanti ai morti c'è sempre la fascinazione e il terrore del Sacro di cui parlavo prima riguardo agli studi di Otto, sì, fascinazione e terrore per il totalmente altro.

fari campi

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