sabato 13 giugno 2015

Falsi Miti e l'invenzione dei Migranti in Italia

di Nico Carlucci.             

Il Governo italiano, i giornali, i media continuano a dire che i clandestini che arrivano in Italia scappano dalle guerre e che, in realtà, è tutta colpa dell'Occidente per quello che sta succedendo. E, soprattutto, respingerli è illegittimo.  Questo è del tutto falso.      
Sono molti i totem del buonismo dei nostri politici. Per questi l'immigrazione fuori controllo è la conseguenza di tragedie epocali anziché il risultato degli errori commessi tra il 2013 e il 2015.
In questa giornata elettorale Matteo Renzi afferma che se l'Europa non ci aiuta ha un piano B, ma non spiega di che si tratta. Alfano parla di un Vecchio Continente egoista che respinge i cosiddetti migranti facendo, così, brutta figura con Francia, Svizzera e Austria che vogliono semplicemente il rispetto delle leggi (il trattato di Dublino). Evidentemente Angelino non ha alcuna consapevolezza che i confini vanno difesi, che gli Italiani vanno difesi dall'invasione dello "straniero". Angelino non ha il senso della sacralità dell'Italia che purtroppo per i nostri rappresentanti è andata perduta per sempre.
Dire che non accogli significa per i potenti del Belpaese che sei un egoista. I vari presidenti di turno, infatti (Napolitano, Mattarella), con le loro parole fanno scattare il sentimento di colpa negli italiani che hanno rinunciato perfino ad andare a votare. Anche Bergoglio ci mette di suo, Bergoglio, sì, il papa vanitoso che legge per pochi minuti al giorno solo il quotidiano "la Repubblica" e non guarda la televisione.
Quanta vigliaccheria quando i nostri politici di governo affermano che gli pseudo-migranti vogliono andare in Europa che, ahimè, non li vuole!
In realtà non sono i paesi del Nord dell'Europa che non li vogliono; è l'Italia che non rispetta le leggi e la differenza tra chi fugge dalla guerra (inventata) e chi vuole, senza averne il diritto, invadere perché vuole invadere per motivi etnici e di implicita conquista.
Tra il 2013 e il 2015 l'Italia ha messo le proprie navi a disposizione di africani e asiatici irregolari, ma si è ben guardata dall'affrontare politiche di contenimento degli sbarchi. Ma basta esaminare i dati del Ministero dell'Interno per capire che i totem del sistema di potere  di cui parlavo prima sono pura finzione ideologica.
Tra i 64mila 886 migranti che nel 2014 hanno presentato richiesta di protezione internazionale in Italia solo 812 provengono dalla Somalia, 505 dalla Siria e 480 dall'Eritrea. Dunque solo un'esigua minoranza dei richiedenti asilo in Italia fugge da Paesi dove sono in corso conflitti o persecuzioni. La maggior parte proviene, infatti, da Nigeria (10.138 richieste), Mali (9.771 ), Gambia (8.556), Pakistan (7191), Senegal (4.678) e Bangladesh (4582). Peccato che in Gambia, Pakistan, Senegal e Bangladesh non si registrino guerre o tragedie epocali. In Nigeria i Boko Haram fanno strage tra i cristiani del nord est, ma la maggior parte dei nigeriani approdati da noi sono musulmani alla ricerca di sistemazione economica.
L'Arabia Saudita e il Qatar finanziano e armano le fazioni attive in Siria, ma non accolgono un solo rifugiato. E ne vietano l'entrata sul proprio territorio. La Turchia, invece, utilizza i profughi per garantire un bacino di reclutamento ai gruppi in lotta contro Bashar Assad. Il milione e duecentomila rifugiati del Libano sono la conseguenza della contiguità geografica e dei giochi delle fazioni.aa
In Europa, ma soprattutto in Italia di crede che l'ondata migratoria sia figlia del disinteresse dell'Occidente per l'Africa. Ciò è falso. Negli ultimi 60 anni i regimi africani si sono divorati più di mille miliardi di dollari in aiuti occidentali. Oggi di fronte alla pretesa di vederli ricambiati con riforme politiche ed economiche preferiscono rivolgersi ad una Cina che concede crediti a lungo termine in cambio di materie prime. Così mentre la Cina s'arricchisce con le risorse africane noi subiamo le conseguenze di un'alleanza che fa di Pechino la nuova potenza coloniale dell'Africa. Ed il vero responsabile dei suoi più recenti disastri.
 L'Africa è devastata da fame, guerra e povertà da mezzo secolo, ma gli sbarchi sulle nostre coste subiscono una rapida impennata solo all'inizio del 2014. Tanto che gli oltre 50mila sbarchi dei primi sei mesi del 2015 finiscono con il pareggiare la somma dei 13.267 sbarchi del 2012 e dei 42.925 del 2013. La situazione africana si è deteriorata così drasticamente in due anni? Ovviamente no. Le cause sono più semplici ed evidenti. Nel 2012 e nel 2013 la presenza di un governo a Tripoli e l'assenza di missioni di soccorso ai barconi contribuiscono a contenere il fenomeno.

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