venerdì 5 aprile 2013

Un papa rosso: vento da Nord-est

di Nico Carlucci


Molti sono i giornali e i politici che hanno esaltato in questi ultimi anni il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano la cui voglia di potere sembra sia sempre più grande. C'è chi dice che oramai la sua sfrenata voglia di dominio sia non arrestabile abbandonando, così, le vesti di garante della Costituzione.
In un passato recente, Napolitano ha messo da parte il governo in carica chiamando Mario Monti. Quest'ultimo, sconosciuto in Italia, era ben noto in Europa in quanto è stato costretto a dimettersi con la Commissione europea guidata da Santer "per nepotismi, abusi e buchi di bilancio”, come recita la Gazzetta ufficiale europea.
Il venerando Napolitano torna alla carica oggi dicendo che il governo Monti continua a governare gli Italiani per occuparsi delle "pratiche correnti".

Le pratiche correnti? La decisione di rimandare in India i due Marò, “con il consenso di tutti i ministri” precisa con orgoglio Mario Monti, è una pratica talmente corrente che non è valsa neppure la pena di discuterla in Parlamento. Ma oltre al consenso di tutti i ministri c’è stato il consenso del Presidente della Repubblica, capo supremo della Magistratura e delle Forze armate che non poteva non essere stato informato.

Il mandato di Napolitano sta per arrivare al capolinea! Allora questi che fa? Beh, il Nostro crea la commissione dei 10 saggi, tutti maschi, tutti maturi, tutti ben conoscitori dei giochi delle istituzioni grazie all'economia.  Anche in questo caso Re Giorgio è stato osannato per il suo senso di responsabilità verso lo Stato. È passato un mese e mezzo dai risultati delle ultime elezioni politiche. Ma Napolitano prende tempo dopo che Bersani del Pd ha fatto flop per un'eventuale carica di governo.



Intanto Monti rimanda il pagamento alle imprese che non ce la fanno proprio più ad andare avanti. Era questa una delle "pratica correnti"?
Suicidio degli imprenditori. Ma di chi è la responsabilità? Chi sono questi dieci saggi? Sono ricchi signori in pensione che godono di grossi vitalizi.



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