venerdì 13 dicembre 2013

9 dicembre 2013. L'Italia s'è desta

di Nico Carlucci

                                                                          Al Quirinale  Napolitano dice agli atleti olimpici italiani che prenderanno parte ai giochi invernali 2014 a Sochi (Russia): "No al Nazionalismo".

Oggi ho preso parte alla protesta, a Milano, a  piazzale Loreto, dei cosiddetti, "forconi". Beh, intanto questi si sono subito distanziati dalla stessa parola "forcone" creata dai giornalisti. E' stato bello l'incontro, perché il loro, il nostro è un movimento degli Italiani la cui unica bandiera era quella italiana. Finalmente non più bandiere "rosse", drappelli dei sindacati, ma la bandiera dell'Italia troppo spesso bistrattata dalla storia che va dalla Seconda guerra mondiale in poi. E  l'inno è  quello di Mameli, cantato con  ripresa, da tutti, dagli Italiani presenti. Era così nuovo non sentire più la scontata "Bella ciao" nella quale i ragazzi non si riconoscono più perché lontana dai loro bisogni non "partigiani". L'impostazione comunista nella piazza è andata, così, via, come neve che si "disigilla". A Milano si cantava la Patria, l'amor di Patria come sempre, con orgoglio, come succede altrove. I politici con i loro vari "compromessi" non vogliono gli italiani come popolo libero. Mandela, tanto amato anche dalle sinistre, ha fondato la sua rivoluzione esaltando proprio la patria, per non parlare dell'America. Beh, Gad Lerner ha classificato il tutto come un movimento di "destra"!!! Povero Gad...., non ha capito nulla! Qui i partecipanti chiamavano la gente a scendere dalle case gridando: "Dai, dai vieni giù, sei Italiano anche tu". Quanta distanza dalle proteste dei sindacalisti, dall'archeologia del Pd che non ha saputo ripensarsi diventando sempre di più "radical chic", lontano dagli stessi operai e in questo caso dai "forconi".
Al blocco di alcuni minuti delle macchine partcipano persone di tutte le classi sociali, giovani e vecchi, disoccupati e dirigenti in "crisi aziendale". Chi viene bloccato scende dalle proprie macchine e si unisce ai protestatari. Anche le forze dell'Ordine sono state gentili e rispettose di noi che eravamo al "fronte", non con le armi, ma con i "fiori". Bisogna ritornare alla lira; uno Stato è padrone di sé solo se conia la propria moneta.
I nostri politici hanno preso, ovviamente,  le distanze da ciò che il Paese vive  dicendo che i "forconi" non rappresentano la maggioranza. Che vile! Alfano sostiene che si rischia il ribellismo. Letta, aggiunge, che i manifestanti sono solo una piccola "percentuale" della popolazione. Inoltre, i giornalisti, la televisione hanno finito con il mettere insieme le violenze dei tifosi olandesi giunti nel capoluogo  lombardo per una partita con la protesta pacifica dei ragazzi di piazzale Loreto che il forcone lo hanno visto solo quando la loro nonna contadina lo usava in campagna . I giovani qui parlano anche di Gesù mentre una mamma cammina con il suo figlio che ha le stampelle sulla strada della speranza...
Intanto Letta, il suo governo, vota a favore della Legge di Stabilità. Della protesta che attanaglia il Paese, da nord a sud, nessuna considerazione, nessuna sensibilità politica. Boldrini, Kyenge ascoltate la voce degli Italiani, la voce della gente che soffre nel suo Paese perché non ha lavoro oppure perché esodata. Ma che dico? Boldrini, Kyenge? Bah, esse sono lontane anni luce da cuori che pulsano e battono, qui, in Italia.

Piazzale Loreto, Milano

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