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Il potere cambatte l'Antropologia quando parla di identità culturale: Alla ricerca di Jimmy P

di Nico Carlucci


La storia del film "Jimmy P" di Arnaud Desplechin  è stata scritta da un etnopsichiatra, Georges Devereux che ha una fama mondiale, anche se questi è poco conosciuto dalla massa della popolazione. Gli stessi psicologi e psichiatri lo leggono poco: troppo scomodo anche per loro. Georges Devereux ha scritto Saggi di etnopsichiatria generale, un testo bellissimo che ha messo in crisi l'idea stessa di universalità dell'inconscio freudiano, dimostrando l'infondatezza delle teorie della psicoanalisi.
Lo studioso nacque a Lugoj nel 1908 e cioè in una città che oggi appartiene alla Romania mentre allora era parte dell'Impero austroungarico.
Nel 1933 Gyorgy Dobo (suo vero nome) andò negli Stati Uniti per lavorare sul campo con gli Indiani Mohave. Qui, in America, consegue il Ph.D in Antropologia sotto la direzione di Alfred L. Kroeber.
Il film "Jimmy P. si sofferma sulle conseguenze psicologiche provocate dalla guerra e vissute da un soldato americano; ma il soldato in questione è un indiano americano, della tribù dei Piedi Neri. Questa sua origine culturale "diversa" ha il suo peso anche nella patologia psichiatrica. Devereux dimostrerà che il militare non è "pazzo", ma è più sano dei medici che lo avevano in cura.
Il "vero" tema dell'opera, perciò, non è su ciò che la guerra provoca nell'essere umano, ma sull'identità culturale e sulla forza assoluta che questa impone all'esistenza umana, sia dal punto di vista individuale sia di quello della sopravvivenza di una cultura. E il soldato indiano, come abbiamo detto, è della tribù dei Piedi Neri, un "nativo americano" che ha introiettato valori che non sono quelli "ufficiali", del popolo WASP a cui appartengono gli specialisti che lo curano. Ci si chiede allora se la psichiatria sia falsa? Sarà forse questo il motivo per il quale il film è stato fatto letteralmente sparire dalla sale cinematografiche italiane dopo qualche proiezione? L'Unione europea, che persegue la cancellazione dei popoli e delle loro culture, non ha forse gradito che un film potesse mettere in discussione i suoi dogmi bolscevico-internazionalisti. Beh, è quanto è stato fatto nelle università dove andava e va avanti solo un'antropologia marxista, delle tradizioni popolari: i proverbi sardi, i costumi dei "primitivi", il folklore. Alcuni accademici scrivono perfino che Facebook  è un Comunismo ri-trovato!
Per Devereux è importante sì colui che osserva, ma anche chi viene osservato, i suoi valori. Una determinata "malattia mentale" non può essere un assoluto frutto erroneo di una decodificazione che passa come "chiara e evidente".
In un passato medioevale il "digiuno" era parte della regola monastica, ora, invece, può diventare anoressia, patologia per gli esperti di prima.
Oggi poi c'è un nuovo mito di fondazione, la Globalizzazione che come ho già scritto cancella le "personalità di base", il "pattern" delle culture, le storie dei popoli perché quello che conta è veramente l'occhio del "Grande fratello" occidentale, le pseudo-universalità della mente, l'improbabile "unità psichica" di gruppi diversi e lontani geograficamente.

Jimmy P poster.jpg


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